Carrelli semoventi a braccio telescopico: pubblicata la nuova guida ATS Val Padana 2026

L’ATS della Val Padana ha pubblicato il documento informativo “Carrelli semoventi a braccio telescopico – Edizione 2026”, dedicato alla sicurezza, alla conduzione e alla corretta gestione di queste attrezzature di lavoro.
I sollevatori telescopici sono ampiamente utilizzati nei settori dell’edilizia, dell’agricoltura e della logistica, grazie alla possibilità di movimentare carichi a diverse altezze e distanze e di utilizzare accessori differenti in funzione delle esigenze operative.
La loro versatilità comporta tuttavia rischi significativi, soprattutto in presenza di utilizzi intensivi, condizioni ambientali difficili e manutenzione non adeguata.
Il documento ATS approfondisce gli aspetti tecnici e normativi che aziende e operatori devono conoscere, con particolare attenzione ai controlli prima dell’utilizzo, alla manutenzione, alla formazione e alle verifiche periodiche obbligatorie.
Sollevatori telescopici: caratteristiche e principali rischi
I carrelli semoventi a braccio telescopico si distinguono principalmente in due categorie:
- Sollevatori telescopici fissi: dotati di un braccio che si estende in una direzione, impiegati prevalentemente nella movimentazione di materiali in cantieri, magazzini e aziende agricole.
- Sollevatori telescopici rotativi: caratterizzati dalla possibilità di ruotare il braccio a 360°, particolarmente utili nei cantieri e nelle attività che richiedono maggiore flessibilità nella movimentazione dei carichi.
Uno degli aspetti fondamentali riguarda la capacità di sollevamento: la portata del mezzo diminuisce all’aumentare dell’estensione del braccio.
Per questo motivo è essenziale rispettare i diagrammi di carico e conoscere le condizioni operative ammesse dal costruttore.
Il documento richiama inoltre l’importanza dei dispositivi di sicurezza, tra cui stabilizzatori idraulici, sistemi di controllo elettronico e limitatori di carico e di momento.
Questi dispositivi contribuiscono a prevenire situazioni di instabilità e ribaltamento, ma la loro efficacia dipende dal corretto funzionamento e dall’adeguata manutenzione.
Controlli e manutenzione: cosa verificare prima dell’utilizzo?
Uno dei punti centrali della pubblicazione riguarda la necessità di effettuare controlli regolari sull’attrezzatura.
L’usura delle parti meccaniche e i possibili malfunzionamenti dei circuiti oleodinamici, elettrici ed elettronici possono infatti compromettere la sicurezza del mezzo.
Secondo le indicazioni riportate nella guida, prima di ogni utilizzo l’operatore deve verificare, seguendo il manuale del costruttore:
- L’integrità generale dell’attrezzatura.
- Il corretto funzionamento delle leve e dei comandi.
- L’efficienza delle segnalazioni ottiche e acustiche.
- Il funzionamento dei dispositivi di sicurezza installati.
- La leggibilità delle targhette identificative, dei pittogrammi e delle indicazioni di portata.
Oltre ai controlli giornalieri, è necessario programmare interventi di manutenzione periodica, considerando le indicazioni del fabbricante, le caratteristiche dell’attrezzatura e le condizioni ambientali di utilizzo.
La manutenzione non deve essere considerata un semplice intervento successivo al guasto, ma un’attività preventiva fondamentale per mantenere nel tempo le condizioni di sicurezza.
Il documento ricorda inoltre l’importanza di conservare il manuale d’uso e manutenzione, la certificazione CE e il registro degli interventi manutentivi.
Messa in servizio e verifiche periodiche: gli obblighi da rispettare
Un altro aspetto approfondito dall’ATS Val Padana riguarda gli adempimenti previsti dal D.Lgs. 81/2008 e dal D.M. 11 aprile 2011.
Messa in servizio dell’attrezzatura
Il documento indica che, entro 30 giorni dalla messa in esercizio, il datore di lavoro o proprietario deve provvedere alla denuncia del sollevatore telescopico attraverso il portale CIVA dell’INAIL.
La procedura consente di registrare l’attrezzatura e ottenere la relativa matricola.
Prima verifica periodica
Alla scadenza della periodicità annuale prevista dall’Allegato VII del D.Lgs. 81/2008, deve essere richiesta la prima verifica periodica all’INAIL tramite il portale CIVA.
Verifiche successive
Le verifiche successive alla prima devono essere effettuate con cadenza annuale e possono essere richieste all’ATS o a un soggetto abilitato, secondo le procedure previste.
Durante queste attività vengono esaminati la documentazione, lo stato di conservazione dell’attrezzatura e il funzionamento dei principali componenti.
Le prove comprendono anche il controllo dei circuiti elettrici e idraulici, dei dispositivi di comando, delle segnalazioni e dei sistemi di limitazione del carico.
Cosa succede in caso di esito negativo?
Qualora la verifica evidenzi condizioni di sicurezza non adeguate, viene rilasciato un verbale con esito negativo e conseguente divieto di utilizzo dell’attrezzatura.
Il mezzo potrà tornare in esercizio soltanto dopo gli interventi necessari e una nuova verifica con esito positivo.
Attrezzature con oltre 20 anni: attenzione alle indagini supplementari
La pubblicazione richiama anche un adempimento particolarmente importante per le aziende che utilizzano attrezzature datate.
Il D.M. 11 aprile 2011 prevede, nei casi applicabili, un’indagine supplementare finalizzata a valutare lo stato di conservazione, l’integrità strutturale e la possibilità di continuare a utilizzare l’attrezzatura in sicurezza.
Il documento evidenzia che tale indagine è obbligatoria dopo 20 anni di vita per i sollevatori telescopici utilizzati con accessori per il sollevamento di cose e/o persone.
L’accertamento viene svolto da un tecnico abilitato e può comprendere controlli non distruttivi sulle componenti strutturali.
L’obiettivo è individuare eventuali fenomeni di deterioramento, affaticamento o danneggiamento che potrebbero non emergere durante i normali controlli visivi.
Formazione degli operatori: cosa prevede l’Accordo Stato-Regioni 2025?
La guida dedica una sezione specifica alla formazione dei conduttori, richiamando l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
Il documento riporta i seguenti percorsi formativi:
| Tipologia di abilitazione | Durata |
|---|---|
| Sollevatori telescopici fissi | 12 ore |
| Sollevatori telescopici rotativi | 12 ore |
| Sollevatori telescopici fissi e rotativi | 16 ore |
È inoltre previsto un modulo aggiuntivo di 6 ore per gli impieghi che comprendono il sollevamento di carichi sospesi e persone mediante specifici accessori, secondo quanto indicato nella pubblicazione.
La formazione deve consentire all’operatore di conoscere le caratteristiche del mezzo, i sistemi di stabilizzazione, i dispositivi di sicurezza e le modalità corrette di conduzione.
Particolare attenzione deve essere riservata alla capacità di riconoscere eventuali malfunzionamenti e gestire situazioni di emergenza, come il blocco del braccio o anomalie dei sistemi idraulici ed elettronici.
L’abilitazione alla conduzione non sostituisce l’addestramento specifico sull’attrezzatura effettivamente utilizzata in azienda.
Cosa dovrebbero fare le aziende?
La pubblicazione rappresenta un’opportunità per verificare l’efficacia delle procedure aziendali di gestione dei sollevatori telescopici.
In particolare, è opportuno:
- Verificare che tutte le attrezzature siano correttamente registrate e identificate.
- Controllare le scadenze delle verifiche periodiche obbligatorie.
- Accertare che i programmi di manutenzione siano aggiornati e documentati.
- Verificare la presenza e l’efficienza dei dispositivi di sicurezza.
- Controllare le abilitazioni degli operatori e le relative esigenze di aggiornamento.
- Valutare la necessità di indagini supplementari per le attrezzature più datate.
La sicurezza di un sollevatore telescopico non dipende soltanto dalla sua corretta conduzione, ma anche dalla qualità dei controlli, dalla manutenzione e dalla preparazione di chi lo utilizza.
Il supporto di Soluzioni Srl Società Benefit
Soluzioni Srl Società Benefit supporta le aziende nella gestione degli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, attraverso consulenza tecnica, valutazione dei rischi e percorsi di formazione per gli operatori delle attrezzature di lavoro.
La corretta pianificazione delle attività formative e l’attenzione alle condizioni di utilizzo delle attrezzature contribuiscono a prevenire gli infortuni e a promuovere una cultura della sicurezza concreta e consapevole.
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Fonte: ATS della Val Padana – Carrelli semoventi a braccio telescopico, Edizione 2026.
