UNI EN 12096:2026: cosa cambia per la valutazione del rischio vibrazioni sul lavoro?

Il 10 settembre 2026 è stata pubblicata la nuova UNI EN 12096:2026, dedicata alla dichiarazione e alla verifica dei valori di emissione vibratoria delle macchine. Quali sono le novità e quali conseguenze comportano per le aziende in materia di salute e sicurezza sul lavoro?

La valutazione del rischio vibrazioni rappresenta un aspetto fondamentale della tutela della salute dei lavoratori che utilizzano macchinari, attrezzature e veicoli in grado di trasmettere vibrazioni al corpo umano.

La pubblicazione della UNI EN 12096:2026 – “Vibrazioni meccaniche – Dichiarazione e verifica dei valori di emissione vibratoria” introduce un aggiornamento tecnico relativo alle modalità di dichiarazione e verifica delle emissioni vibratorie delle macchine.

È importante, tuttavia, distinguere tra i valori di emissione dichiarati dai fabbricanti e l’effettiva esposizione dei lavoratori durante le attività professionali.

UNI EN 12096:2026: cosa prevede la nuova norma?

La UNI EN 12096:2026 definisce le modalità con cui i fabbricanti di macchine devono dichiarare i valori di emissione vibratoria e le relative incertezze, oltre alle procedure per verificarne la conformità rispetto ai valori dichiarati.

L’obiettivo è favorire una comunicazione tecnica chiara e verificabile delle caratteristiche vibratorie delle attrezzature.

La norma riguarda principalmente:

  • La dichiarazione dei valori di emissione vibratoria delle macchine.
  • L’indicazione delle incertezze associate ai valori dichiarati.
  • Le procedure di verifica della conformità dei valori di emissione.
  • L’utilizzo di condizioni di prova normalizzate per la determinazione delle emissioni.

Si tratta quindi di un riferimento particolarmente rilevante per i fabbricanti di macchine e i laboratori che eseguono prove sulle emissioni vibratorie.

Emissione vibratoria ed esposizione professionale: qual è la differenza?

Per comprendere l’effettivo impatto della nuova norma è necessario distinguere due concetti.

Emissione vibratoria della macchina

È il valore determinato attraverso prove eseguite in condizioni standardizzate. Consente di descrivere le caratteristiche vibratorie dell’attrezzatura secondo specifiche modalità di prova.

Esposizione alle vibrazioni del lavoratore

Rappresenta invece il livello di vibrazioni a cui il lavoratore è effettivamente esposto durante lo svolgimento delle proprie mansioni.

L’esposizione reale dipende da diversi fattori, tra cui:

  • Tipologia e condizioni dell’attrezzatura utilizzata.
  • Modalità operative e caratteristiche della lavorazione.
  • Durata effettiva dell’esposizione.
  • Condizioni di utilizzo e manutenzione.
  • Caratteristiche dell’ambiente e delle superfici di lavoro.

Un valore di emissione dichiarato dal fabbricante non coincide necessariamente con il livello di esposizione effettiva del lavoratore.

Questa distinzione è essenziale per una corretta valutazione del rischio vibrazioni ai sensi del D.Lgs. 81/2008.

Valutazione del rischio vibrazioni: cosa cambia per le aziende?

La pubblicazione della UNI EN 12096:2026 non introduce modifiche sostanziali alle metodologie di misurazione e valutazione dell’esposizione professionale alle vibrazioni.

Le attività di valutazione del rischio continuano a fare riferimento al Titolo VIII, Capo III, del D.Lgs. 81/2008 e alle norme tecniche applicabili.

In particolare, per le indagini strumentali restano i seguenti riferimenti:

Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (HAV)

  • UNI EN ISO 5349-1:2004
  • UNI EN ISO 5349-2:2015

Vibrazioni trasmesse al corpo intero (WBV)

  • UNI ISO 2631-1:2014

Rimangono invariati i criteri di esecuzione delle misurazioni, le modalità di elaborazione dei dati e il calcolo dell’esposizione giornaliera normalizzata a otto ore, indicata come A(8).

Non cambiano inoltre i valori di azione e i valori limite di esposizione stabiliti dal D.Lgs. 81/2008.

Perché è importante misurare le vibrazioni nelle reali condizioni di lavoro?

La valutazione del rischio vibrazioni non può prescindere dall’analisi delle effettive condizioni operative.

Le vibrazioni possono interessare principalmente due distretti del corpo umano:

Vibrazioni mano-braccio (HAV): associate, ad esempio, all’utilizzo di utensili manuali motorizzati, martelli demolitori, smerigliatrici e altre attrezzature vibranti.

Vibrazioni corpo intero (WBV): associate, ad esempio, alla conduzione di carrelli elevatori, macchine movimento terra e altri mezzi che trasmettono vibrazioni attraverso il sedile o le superfici di appoggio.

Le misurazioni strumentali consentono di rilevare i livelli di vibrazione nelle condizioni operative effettive e, insieme ai tempi di esposizione, di determinare l’esposizione giornaliera A(8).

I risultati permettono al datore di lavoro di individuare eventuali situazioni di rischio e definire adeguate misure di prevenzione e protezione.

UNI EN 12096:2026: quali sono gli adempimenti per le imprese?

Per le aziende che utilizzano macchinari e attrezzature, la nuova norma non determina automaticamente nuovi obblighi di misurazione né richiede di ripetere le valutazioni del rischio vibrazioni già effettuate.

Restano tuttavia fondamentali gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008, tra cui la valutazione dell’esposizione dei lavoratori e l’aggiornamento della valutazione quando intervengono modifiche significative o negli altri casi previsti dalla normativa.

I valori dichiarati dai fabbricanti costituiscono informazioni tecniche utili, da interpretare correttamente rispetto alle condizioni reali di utilizzo.

Il supporto di Soluzioni Srl nella valutazione del rischio vibrazioni

Soluzioni Srl Società Benefit affianca le imprese nella valutazione dei rischi derivanti dall’esposizione professionale alle vibrazioni meccaniche, attraverso attività di consulenza tecnica e indagini strumentali.

Il nostro approccio considera le reali condizioni operative, le caratteristiche delle attrezzature e i tempi di esposizione dei lavoratori, con l’obiettivo di fornire alle aziende una valutazione rappresentativa delle attività svolte.

L’aggiornamento continuo dei riferimenti tecnici e normativi ci permette di supportare le imprese nell’individuazione delle misure di prevenzione più appropriate e nella gestione degli obblighi previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro.

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