Nuove etichette per sostanze e miscele pericolose: cosa cambia per le aziende

Le etichette dei prodotti chimici non rappresentano un semplice elemento formale: forniscono la prima informazione sui pericoli di una sostanza o di una miscela e indicano le precauzioni da adottare durante il suo utilizzo.

Per rendere queste informazioni più chiare e adeguarle alle nuove modalità di commercializzazione, il Regolamento (UE) 2024/2865 ha introdotto importanti aggiornamenti in materia di etichettatura dei prodotti chimici. Recentemente anche l’INAIL ha approfondito queste novità, dedicando un focus tecnico alla nuova etichettatura di sostanze e miscele.

Le aziende che utilizzano, acquistano, distribuiscono o gestiscono prodotti chimici dovrebbero quindi porsi una domanda: la gestione del rischio chimico in azienda è realmente aggiornata?

Cosa cambia con le nuove etichette dei prodotti chimici?

Una delle principali novità riguarda il modo in cui le aziende possono presentare le informazioni.

Il nuovo quadro normativo introduce infatti etichette pieghevoli, multipagina o multistrato ed etichette digitali, adattando la comunicazione del pericolo anche alle nuove tecnologie.

Attenzione però: l’etichetta digitale non sostituisce quella fisica. Rappresenta uno strumento volontario e complementare e può riportare esclusivamente informazioni supplementari e non obbligatorie.

Il focus affronta inoltre l’etichettatura dei prodotti sfusi, le informazioni da fornire nella pubblicità e nelle vendite a distanza e i requisiti relativi a dimensioni, forma e colore delle etichette.

Etichette più chiare e leggibili

Anche la leggibilità svolge un ruolo fondamentale nella corretta comunicazione del rischio.

Le disposizioni richiamate richiedono di redigere l’etichetta nella lingua ufficiale dello Stato membro in cui il prodotto viene immesso sul mercato e di applicarla saldamente all’imballaggio.

I pittogrammi devono risultare chiaramente distinguibili e tutti gli elementi dell’etichetta devono garantire chiarezza, leggibilità e indelebilità, anche attraverso dimensioni e spaziature adeguate.

Non basta quindi “avere un’etichetta”: chi utilizza il prodotto deve poter comprendere facilmente le informazioni sui pericoli e sulle precauzioni da adottare.

Rischio chimico: perché la novità riguarda anche chi utilizza i prodotti

Quando parliamo di sostanze pericolose, non possiamo fermarci alla conformità dell’etichetta.

Un’azienda che utilizza prodotti chimici deve conoscere correttamente i pericoli, la classificazione e le modalità di utilizzo delle sostanze presenti negli ambienti di lavoro per gestire efficacemente il rischio chimico.

Se cambia la classificazione di una sostanza o cambiano le informazioni relative ai suoi pericoli, l’azienda dovrebbe verificare anche la documentazione e le misure di prevenzione adottate internamente.

Una novità normativa può quindi diventare un’ottima occasione per controllare l’intero sistema di gestione del rischio chimico.

Quando hai verificato per l’ultima volta i prodotti chimici presenti nella tua azienda?

Cosa dovrebbe controllare un’azienda?

La pubblicazione INAIL offre l’occasione per effettuare un check della gestione delle sostanze e delle miscele utilizzate nei luoghi di lavoro.

In particolare, l’azienda dovrebbe verificare:

  • l’inventario aggiornato delle sostanze e delle miscele presenti;
  • la disponibilità e l’aggiornamento delle relative Schede Dati di Sicurezza (SDS);
  • la coerenza tra sostanze utilizzate, classificazioni ed etichettatura;
  • la corretta conservazione e gestione dei prodotti;
  • l’adeguatezza della valutazione del rischio chimico rispetto alle sostanze effettivamente utilizzate;
  • le procedure operative e le misure di prevenzione e protezione adottate;
  • l’informazione e la formazione dei lavoratori che utilizzano i prodotti o possono entrare in contatto con essi.

La conformità documentale rappresenta infatti solo una parte del processo: la sicurezza diventa realmente efficace quando l’azienda traduce le informazioni in misure concrete e i lavoratori le applicano nei comportamenti quotidiani.

Cambia la classificazione? Attenzione anche ai tempi di aggiornamento

Le aziende devono prestare attenzione anche alle tempistiche previste per aggiornare le informazioni riportate sull’etichetta.

Il focus tecnico richiama, in particolare, un termine di 6 mesi quando viene aggiunta una nuova classe di pericolo, quando viene attribuita una classe o categoria di pericolo più grave oppure quando diventano necessarie nuove informazioni sull’etichetta.

Il termine arriva invece a 18 mesi quando la nuova classificazione determina una classe o categoria di pericolo meno grave e in alcuni casi collegati agli adeguamenti al progresso tecnico (ATP).

Questi aspetti tecnici producono conseguenze molto concrete nella gestione aziendale: non possiamo considerare le informazioni sulle sostanze documenti statici da archiviare e dimenticare. Dobbiamo verificarle e aggiornarle nel tempo.

La tua valutazione del rischio chimico è aggiornata?

Le nuove modalità di etichettatura offrono alle aziende un’occasione per verificare come gestiscono concretamente i prodotti chimici presenti nei luoghi di lavoro.

Soluzioni Srl Società Benefit supporta le imprese nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro, dalla valutazione dei rischi all’individuazione delle misure di prevenzione e protezione, fino alla formazione dei lavoratori.

Se nella tua azienda utilizzi sostanze o miscele chimiche, possiamo verificare insieme che la valutazione del rischio, la documentazione e la gestione operativa risultino adeguate e aggiornate.

Trasformiamo gli adempimenti normativi in strumenti concreti per gestire il rischio in modo più semplice, consapevole ed efficace.

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