Scaffalature porta pallet: cosa prevede la nuova pubblicazione INAIL 2026 su controlli, sicurezza e manutenzione

Le scaffalature porta pallet sono utilizzate in moltissime aziende manifatturiere, logistiche e commerciali per lo stoccaggio delle merci. Sebbene possano apparire strutture relativamente semplici, una gestione non corretta può comportare rischi significativi per la sicurezza dei lavoratori.
Urti provocati dai carrelli elevatori, sovraccarichi, modifiche non autorizzate, danneggiamenti, errori di montaggio e carenze nella manutenzione possono infatti compromettere nel tempo la sicurezza delle scaffalature industriali.
Nel 2026 INAIL ha pubblicato il volume “Scaffalature porta pallet. Scelta, uso e manutenzione: approfondimenti tematici”, realizzato in collaborazione con ANIMA-AISEM, con l’obiettivo di fornire indicazioni pratiche per una corretta gestione delle scaffalature durante tutto il loro ciclo di vita.
Scaffalature porta pallet e INAIL 2026: cosa cambia?
Un primo aspetto deve essere chiarito: la pubblicazione INAIL 2026 sulle scaffalature porta pallet non introduce una nuova legge e non istituisce una nuova “verifica INAIL” obbligatoria.
Si tratta di un documento tecnico di indirizzo che approfondisce come integrare gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008 con i principali riferimenti tecnici UNI e UNI EN applicabili alle scaffalature.
La pubblicazione prosegue il percorso iniziato con la Guida tecnica INAIL del 2024 e affronta, attraverso domande e risposte, numerose problematiche emerse dall’esperienza sul campo e dal confronto con aziende e professionisti.
Sicurezza delle scaffalature: un processo che dura nel tempo
Una scaffalatura non può essere considerata sicura soltanto perché è stata correttamente installata.
La sicurezza deve essere mantenuta durante l’intero ciclo di vita attraverso un processo che comprenda:
- corretta progettazione, fornitura e installazione;
- rispetto delle configurazioni previste e delle portate ammissibili;
- corretta gestione delle unità di carico;
- informazione, formazione e addestramento delle persone coinvolte;
- segnalazione tempestiva di urti, anomalie e danneggiamenti;
- ispezioni programmate e manutenzione;
- controllo delle modifiche e delle riconfigurazioni;
- conservazione e aggiornamento della documentazione tecnica.
La sicurezza delle scaffalature porta pallet dipende quindi dall’insieme delle misure tecniche, organizzative e procedurali adottate dall’azienda e non da un singolo controllo occasionale.
Quali norme si applicano alle scaffalature porta pallet?
Il principale riferimento legislativo per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori rimane il D.Lgs. 81/2008, applicabile anche ai magazzini nei quali sono presenti scaffalature porta pallet.
Accanto alla normativa cogente assumono particolare importanza alcuni riferimenti tecnici, tra cui:
UNI EN 15635:2009, relativa all’utilizzo e alla manutenzione delle attrezzature di immagazzinaggio;
UNI 11636:2023, relativa alla validazione delle scaffalature industriali metalliche.
È importante distinguere i diversi livelli: le norme UNI e UNI EN non rappresentano automaticamente disposizioni legislative cogenti, ma costituiscono importanti riferimenti tecnici per valutare e gestire la sicurezza delle scaffalature.
Le scaffalature porta pallet devono avere la marcatura CE?
Una delle domande più frequenti riguarda la marcatura CE delle scaffalature porta pallet.
Per le normali scaffalature porta pallet statiche non esiste una specifica disciplina di prodotto che imponga autonomamente la marcatura CE della scaffalatura.
La situazione può invece essere differente in configurazioni particolari, ad esempio quando la scaffalatura costituisce parte integrante di un magazzino automatico oppure svolge anche funzioni strutturali dell’edificio.
Per una normale scaffalatura porta pallet statica, la verifica della sicurezza deve quindi concentrarsi su progettazione, configurazione, documentazione, utilizzo, ispezioni e manutenzione.
PRSES e UNI EN 15635: chi è il responsabile della sicurezza delle scaffalature?
La pubblicazione INAIL dedica particolare attenzione al PRSES – Person Responsible for Storage Equipment Safety, figura prevista dalla UNI EN 15635.
Il PRSES è la persona individuata dall’utilizzatore per coordinare e controllare gli aspetti relativi alla sicurezza delle attrezzature di immagazzinaggio.
Deve possedere competenze adeguate, conoscere le attività svolte nel magazzino, i relativi pericoli e le procedure necessarie per mantenere il sistema di stoccaggio in condizioni di sicurezza.
La nomina del PRSES è obbligatoria?
Non automaticamente.
La UNI EN 15635 non è una norma cogente e il D.Lgs. 81/2008 non contiene uno specifico obbligo nominativo di designazione del PRSES.
Se tuttavia il datore di lavoro sceglie di adottare la UNI EN 15635 come modello organizzativo per la gestione delle scaffalature, il PRSES diventa una figura centrale del sistema.
Indipendentemente dalla denominazione utilizzata, è comunque fondamentale che l’azienda stabilisca chiaramente chi coordina i controlli delle scaffalature, chi riceve le segnalazioni di danno e chi autorizza gli interventi e il successivo ripristino dell’utilizzo.
Controllo delle scaffalature: quali ispezioni prevede INAIL?
La pubblicazione distingue quattro principali tipologie di ispezione delle scaffalature:
- ispezione a fine montaggio;
- ispezione d’uso;
- ispezione periodica;
- ispezione straordinaria.
Particolare importanza assume l’ispezione durante il normale utilizzo del magazzino. Gli operatori devono essere in grado di riconoscere eventuali anomalie visibili e segnalarle secondo le procedure aziendali.
La frequenza dei controlli deve inoltre essere definita considerando le reali condizioni di utilizzo della scaffalatura, l’intensità della movimentazione, lo stato della struttura e le indicazioni contenute nel manuale del fornitore.
Un magazzino caratterizzato da un intenso traffico di carrelli elevatori può, ad esempio, richiedere controlli più frequenti rispetto a un deposito con movimentazioni occasionali.
Ispezione delle scaffalature almeno ogni 12 mesi
Un passaggio particolarmente rilevante riguarda la periodicità indicata dalla UNI EN 15635.
Almeno una volta ogni 12 mesi è previsto l’intervento di una persona tecnicamente competente per effettuare l’ispezione pianificata e analizzare anche i report dei controlli precedenti.
La pubblicazione INAIL precisa inoltre che almeno ogni 12 mesi il PRSES dovrebbe essere affiancato da un tecnico esperto.
Questa attività non deve essere confusa con le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro previste dall’art. 71, comma 11, del D.Lgs. 81/2008 e dall’Allegato VII. Per le normali scaffalature statiche porta pallet si tratta infatti di un diverso sistema di controllo e gestione tecnica della sicurezza.
Chi può effettuare il controllo e la manutenzione delle scaffalature?
Le ispezioni devono essere affidate a personale che abbia ricevuto adeguata informazione, formazione e addestramento, sia rispetto al controllo da effettuare sia relativamente ai rischi specifici dell’attività.
Anche gli interventi di manutenzione delle scaffalature devono essere eseguiti da personale adeguatamente formato e addestrato, rispettando le procedure e le indicazioni del fornitore.
Un semplice controllo visivo informale non può quindi sostituire un sistema organizzato di ispezione.
Registro dei controlli delle scaffalature
La tracciabilità delle attività rappresenta una componente fondamentale del processo di prevenzione.
Gli esiti delle ispezioni e degli interventi di manutenzione devono essere documentati nel registro dei controlli delle scaffalature.
Tra le informazioni da registrare possono rientrare:
- identificazione della scaffalatura;
- fabbricante o fornitore;
- luogo e data del controllo;
- soggetto che ha effettuato l’ispezione o la manutenzione;
- tipologia di ispezione;
- anomalie riscontrate e livello di danno;
- interventi di ripristino o manutenzione effettuati.
La registrazione permette inoltre di individuare eventuali criticità ricorrenti. Se, ad esempio, lo stesso montante viene ripetutamente urtato dai carrelli elevatori, potrebbe non essere sufficiente sostituire il componente: sarà opportuno analizzare anche le cause, le vie di transito, le protezioni installate e le modalità operative.
Scaffalature senza manuale o documentazione: cosa fare?
Una situazione frequente riguarda le scaffalature industriali installate da molti anni per le quali non sono più disponibili il manuale, il progetto o la documentazione originale.
Il manuale contiene informazioni fondamentali relative alle condizioni di utilizzo, alle configurazioni consentite, ai limiti di impiego e alle modalità di ispezione e manutenzione.
Quando non sono disponibili informazioni relative a marca, configurazione, portate o documentazione originaria, diventa quindi necessario ricostruire tecnicamente la situazione esistente e valutare l’idoneità della scaffalatura.
Validazione delle scaffalature esistenti e UNI 11636
Per le scaffalature già in esercizio, la UNI 11636 costituisce un importante riferimento tecnico per il processo di validazione durante la vita utile.
La pubblicazione INAIL richiama diversi aspetti della validazione, tra cui quelli statici, documentali, di montaggio e di utilizzo.
Il tema diventa particolarmente importante in presenza di:
- scaffalature datate;
- documentazione tecnica incompleta;
- strutture modificate nel tempo;
- variazioni delle unità di carico;
- dubbi sulla corretta installazione.
La validazione non deve tuttavia essere interpretata come un automatismo legislativo applicabile indistintamente a ogni scaffalatura, ma come uno strumento tecnico da valutare sulla base delle condizioni concrete.
Modifiche e riconfigurazioni delle scaffalature
Spostare un corrente, aggiungere un livello o modificare la disposizione dei carichi può sembrare un intervento semplice, ma può modificare significativamente il comportamento strutturale della scaffalatura.
Le riconfigurazioni delle scaffalature porta pallet devono quindi rientrare tra quelle previste dal fornitore oppure essere sottoposte alle necessarie verifiche tecniche.
La gestione delle modifiche dovrebbe essere formalizzata: ogni riconfigurazione dovrebbe essere preventivamente verificata e accompagnata dall’aggiornamento della documentazione e del registro dei controlli.
Scaffalature porta pallet e rischio sismico
La pubblicazione INAIL 2026 dedica attenzione anche al rischio sismico delle scaffalature.
La valutazione dell’idoneità deve considerare le caratteristiche del sito di installazione, della struttura, delle unità di carico e delle effettive condizioni di utilizzo.
Il rischio non riguarda esclusivamente un eventuale collasso della struttura: un evento sismico può provocare anche lo scivolamento o il ribaltamento delle unità di carico e la conseguente caduta dei pallet.
Scaffalature e DVR: quali rischi valutare?
La gestione delle scaffalature deve trovare adeguata integrazione nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
La valutazione non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sull’eventualità di un collasso strutturale, ma considerare anche situazioni più frequenti, quali:
- urti dei carrelli contro montanti, spalle e protezioni;
- caduta o instabilità delle unità di carico;
- errori nel posizionamento dei pallet;
- sovraccarichi;
- distribuzione non corretta dei carichi;
- incompatibilità tra pallet, carico e scaffalatura;
- interferenze tra mezzi di movimentazione e pedoni;
- condizioni della pavimentazione e degli ancoraggi;
- modifiche non controllate;
- rischi durante ispezioni e manutenzioni;
- eventuali lavori in quota;
- rischio sismico e altri eventi accidentali.
Il programma di controllo e manutenzione deve quindi essere coerente con la valutazione dei rischi e con le condizioni effettive del magazzino.
Checklist: cosa dovrebbe verificare oggi un datore di lavoro?
Un primo controllo interno può partire da alcune domande:
✓ Tutte le scaffalature presenti in azienda sono censite e identificabili?
✓ Sono disponibili manuali e documentazione tecnica?
✓ Sono note le portate ammissibili?
✓ I cartelli di portata sono presenti e leggibili?
✓ La configurazione attuale corrisponde a quella prevista e documentata?
✓ Esiste una procedura per segnalare urti, deformazioni e anomalie?
✓ Gli operatori sanno quali elementi controllare e a chi segnalare eventuali danni?
✓ È stato definito un programma di ispezioni e manutenzioni?
✓ I controlli e gli interventi vengono registrati?
✓ Sono state definite le responsabilità interne?
✓ Le riconfigurazioni vengono preventivamente autorizzate e documentate?
✓ Il DVR considera le effettive condizioni di utilizzo delle scaffalature?
Se la risposta a più di queste domande è negativa o incerta, può essere opportuno effettuare un approfondimento tecnico e organizzativo.
Sicurezza delle scaffalature porta pallet: dalla verifica occasionale alla prevenzione
La pubblicazione INAIL 2026 rafforza un principio fondamentale: la sicurezza delle scaffalature porta pallet deve essere gestita nel tempo.
Installazione, documentazione, formazione, segnalazione degli urti, controllo delle modifiche, ispezioni e manutenzione devono essere considerate parti di un unico processo.
Per il datore di lavoro, quindi, la domanda non dovrebbe essere soltanto:
“Quando abbiamo effettuato l’ultima ispezione?”
Ma anche:
Quali scaffalature sono presenti in azienda? In quale configurazione possono essere utilizzate? Chi le controlla? Come vengono gestiti i danni? La documentazione disponibile è sufficiente?
È questo il passaggio da una gestione reattiva a un vero sistema di prevenzione dei rischi nel magazzino.
Soluzioni Srl supporta la tua azienda nella sicurezza delle scaffalature porta pallet
La corretta gestione delle scaffalature porta pallet richiede competenze specifiche e la capacità di distinguere le situazioni gestibili attraverso controlli interni e procedure aziendali da quelle che richiedono approfondimenti specialistici, verifiche strutturali o attività di validazione.
Soluzioni Srl Società Benefit affianca le aziende nella valutazione e nella gestione dei rischi connessi alle scaffalature porta pallet attraverso:
- censimento delle scaffalature e degli impianti;
- analisi della documentazione del fabbricante e dei progetti disponibili;
- verifica delle configurazioni e delle portate;
- analisi delle condizioni di utilizzo;
- organizzazione del sistema di ispezioni;
- gestione di urti, anomalie e danneggiamenti;
- integrazione dei rischi nel DVR;
- individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione;
- supporto nell’individuazione e nel coordinamento di eventuali approfondimenti tecnici specialistici.
Se nella tua azienda sono presenti scaffalature porta pallet o scaffalature industriali metalliche, oppure sistemi di stoccaggio che hanno subito modifiche, urti, riconfigurazioni o variazioni dei carichi, possiamo verificare l’adeguatezza dell’attuale sistema di gestione e individuare gli eventuali approfondimenti necessari.
Per maggiori informazioni:
relazioniesterne@soluzionisrl.com
