Amianto e DPI respiratori: cosa cambia con la nuova Legge Regione Lombardia (L.R. n. 5/2026)

Le recenti disposizioni introdotte dalla Regione Lombardia (L.R. n. 5/2026) segnano un importante cambio di paradigma nella gestione dei DPI respiratori per i lavoratori esposti ad amianto.

Non si tratta più di applicare in modo standard l’utilizzo delle maschere FFP3, ma di adottare un approccio tecnico basato sulla valutazione reale del rischio di esposizione alle fibre di amianto.

In questo articolo analizziamo cosa cambia, quali sono i nuovi obblighi e cosa devono fare le aziende per adeguarsi.


Nuovi criteri per la scelta dei DPI

La normativa supera definitivamente l’approccio uniforme basato sulle FFP3, introducendo un principio fondamentale:

  • il DPI deve essere scelto in funzione del livello di esposizione;
  • la scelta deve essere motivata e documentata nella valutazione dei rischi.

Questo comporta un maggiore livello di responsabilità, ma anche una protezione più efficace per i lavoratori.


Classificazione dell’esposizione ad amianto: i tre livelli di rischio

La legge introduce una classificazione dell’esposizione in tre livelli di polverosità, che guidano la scelta del dispositivo di protezione respiratoria.

Esposizione sporadica e di debole intensità (ESEDI)

Attività brevi (inferiori a 15 minuti) e con bassa concentrazione di fibre.

In questi casi è consentito l’utilizzo di:

  • maschere FFP3 monouso.

Esposizione intermedia

Attività più prolungate o con maggiore potenziale di dispersione di fibre.

È necessario utilizzare:

  • respiratori con filtri P3 (semimaschere o pieno facciale).

Alta esposizione

Interventi su materiali friabili, degradati o attività di rimozione e manutenzione complesse.

È richiesto l’impiego di:

  • respiratori a ventilazione assistita;
  • respiratori isolanti ad aria respirabile.

Attività da valutare con attenzione

Le nuove disposizioni impongono una revisione delle modalità operative, in particolare per:

Censimento e campionamento
Devono essere valutati caso per caso per stabilire se rientrano in ESEDI o in livelli superiori.

Rimozione e manutenzione
Possono comportare esposizioni significative e richiedere DPI più performanti.

Interventi su materiali friabili o degradati
Associati ai livelli più elevati di rischio e quindi a protezioni avanzate.


Gestione dei DPI secondo UNI 11719:2025

La normativa rafforza anche gli obblighi relativi alla gestione dei DPI, in coerenza con la UNI 11719:2025, introducendo un approccio strutturato alla protezione delle vie respiratorie.

Le aziende devono prevedere:

  • esecuzione del fit-test iniziale e periodico;
  • procedure per manutenzione, decontaminazione e sostituzione;
  • tracciabilità della gestione dei DPI;
  • formazione e addestramento specifico dei lavoratori.

Cosa devono fare le aziende

Per adeguarsi alle nuove disposizioni è necessario:

  • verificare le attività con possibile esposizione ad amianto;
  • classificare il livello di rischio (primo, secondo o terzo livello);
  • rivedere i DPI respiratori utilizzati;
  • aggiornare il DVR e le procedure operative;
  • adeguare la gestione dei DPI alla UNI 11719:2025.

La L.R. n. 5/2026 introduce un cambiamento sostanziale: si passa da una scelta standard del DPI a una gestione tecnica e documentata, basata sul rischio effettivo.

Questo approccio richiede maggiore attenzione nella valutazione e nella gestione operativa, ma consente di migliorare concretamente la tutela della salute dei lavoratori.


Soluzioni Srl Società Benefit supporta le aziende nel percorso di adeguamento attraverso:

  • valutazione del rischio amianto;
  • aggiornamento del DVR;
  • scelta e gestione dei DPI respiratori;
  • formazione e addestramento dei lavoratori;
  • implementazione della UNI 11719:2025.

Per informazioni o per una verifica della situazione aziendale è possibile contattare il team di Soluzioni Srl Società Benefit.

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