Covid-19: nuovo DPCM cosa prevede per le aziende?

L’ultimo e atteso DPCM del Governo Draghi, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, conferma e raccomanda alle aziende produttrici di attività industriali e commerciali il rispetto delle misure già condivise nel protocollo per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro, così come sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali (per approfondimenti, leggi l’articolo nel nostro blog)

Art. 4 (Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali) 1. Sull’intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali.

Fermi gli obblighi di natura generale, come quello di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie e di rimanere al proprio domicilio in presenza di sintomi influenzali o febbre maggiore di 37,5°C, è fortemente raccomandato il ricorso allo smart working, dove le attività possano essere svolte al proprio domicilio o a distanza.

Art. 6 (Misure relative allo svolgimento della prestazione lavorativa nei luoghi di lavoro pubblici e privati sull’intero territorio nazionale)

5. È fortemente raccomandato l’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati, ai sensi dell’articolo 90 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, nonché di quanto previsto dai protocolli di cui agli allegati 12 e 13 al presente decreto.

I dipendenti sono invitati a rispettare tutte le disposizioni aziendali emesse, anche sulla base di mansioni oltre che di contesto (utilizzo di mascherine/DPI, regole di igiene, distanza di sicurezza, comunicazione di insorta sintomatologia simil influenzale, uso dei locali comuni, ecc.).
Particolare focus va dato alle operazioni di pulizia e sanificazione periodica di locali, ambienti, postazioni di lavoro, aree comuni e svago.

Art. 30 (Attività professionali) (in zona gialla)

1. In ordine alle attività professionali si raccomanda che:

La formazione in materia di salute e sicurezza continua ad essere consentita in presenza.

Art. 25 (Corsi di formazione) (in zona gialla)

7. Sono altresì consentiti gli esami di qualifica dei percorsi di IeFP, nonché la formazione in azienda esclusivamente per i dipendenti dell’azienda stessa, secondo le disposizioni emanate dalle singole regioni, i corsi di formazione da effettuarsi in materia di protezione civile, salute e sicurezza, i corsi di formazione individuali e quelli che necessitano di attività di laboratorio, nonché l’attività formativa in presenza, ove necessario, nell’ambito di tirocini, stage e attività di laboratorio, a condizione che siano rispettate le misure di cui al «Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARSCoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione» pubblicato dall’INAIL.

Per quanto riguarda le zone arancioni e rosse si rimanda a specifiche ordinanze del Ministero della salute che determinano le classificazioni. Le ordinanze hanno validità 15 giorni. Il Ministro della salute con frequenza almeno settimanale valuta i dati e decide la classificazione.

Leggi l’ultima ordinanza e il relativo post sul nostro blog.

Infine se viaggi per lavoro all’estero prima di partire e di rientrare consulta sempre il questionario che trovi sul sito istituzionale di Viaggiare sicuri >>>> QUESTIONARIO VIAGGIARE SICURI <<<<<

L’ATS Milano ha prodotto una guida regionale con le informazioni per le imprese sulle misure a cui si devono attenere durante quest’emergenza epidemiologica.