Covid-19: indicazioni ufficiali per gestire il rientro al lavoro ed effettuare campagne volontarie di monitoraggio dei lavoratori

L’ATS Milano ha prodotto una Guida (del 10.02.2021) per le imprese lombarde particolarmente chiara e interessante con la definizione di contatto stretto, per capire quando e come fare rientrare in azienda un lavoratore dopo assenza per infezione da SARS-CoV-2 e come gestire eventuali campagne volontarie sui lavoratori.

DEFINIZIONE DI CONTATTO STRETTO

EFFETTUAZIONE TEST SIEROLOGICI ANTICORPALI E TEST ANTIGENICI RAPIDI

>>>>>>> Il test sierologico può evidenziare l’avvenuta esposizione al virus ma non è sufficiente per indicare una infezione acuta in atto, per la diagnosi della quale è invece necessario effettuare un tampone naso-faringeo <<<<<<<

Le aziende possano utilizzare i test sierologici fuori del percorso stabilito dal Servizio Sanitario Regionale, purché siano rispettate le indicazioni contenute nella parte B dell’allegato alla Deliberazione della
Giunta Regionale della Lombardia XI/3131 del 12 maggio 2020.

Tra le indicazioni si evidenzia che:

Per quanto riguarda l’esecuzione dei tamponi antigenici rapidi, la Deliberazione della Giunta Regionale della Lombardia 3777 del 3 novembre 2020 e le successive note, del Ministero della Salute 705 del 8 gennaio 2021 e della Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia 3182 del 20 gennaio 2021, hanno stabilito un analogo iter procedurale.

Tra le indicazioni si evidenzia che in caso di positività al tampone rapido in occasione dello screening, nei casi previsti dalle citate note del Ministero e della DG Welfare, è necessario che l’esito sia confermato da tampone molecolare, o antigenico di terza generazione.

>>>>>>>>> Tutte le informazioni e le indicazioni sulla presentazione della domanda si trovano sul sito di ATS <<<<<<<<<<<<

RIENTRO AL LAVORO

In base alle recenti disposizioni ministeriali, il lavoratore risultato positivo potrà rientrare al lavoro previo esito negativo di un solo tampone di controllo effettuato non prima di 10 giorni dal riscontro di positività, purché nei sintomatici siano trascorsi almeno 3 giorni senza sintomi.

Per i lavoratori positivi che rimangono positivi a lungo termine, il rientro può avvenire dopo 21 giorni dalla prima positività, purché nei sintomatici siano trascorsi almeno 7 giorni senza sintomi, anche in assenza di riscontro di negativizzazione. NB: nella valutazione dei sintomi non si tiene conto di ageusia (Perdita del senso del gusto) e anosmia (Perdita del senso dell’olfatto).

I contatti stretti di caso accertato dovranno rimanere in quarantena a domicilio, limitando al massimo i contatti con i propri conviventi. Se non compaiono sintomi il rientro al lavoro avviene trascorsi 14 giorni dalla data di ultimo contatto, anche in assenza di effettuazione del tampone, oppure, in alternativa, dopo esito negativo di un tampone eseguito non prima del 10° giorno dall’ultimo contatto con il caso. Non è prevista alcuna ulteriore certificazione.

>>>>>> Il datore di lavoro non può richiedere altre certificazioni o test – tampone o sierologico – per il rientro al lavoro dei propri dipendenti e collaboratori <<<<<<<<

Nella Guida nella ultime pagine trovi inoltre le MAIL UTILI PER COMUNICAZIONI con ATS MILANO e il FAC-SIMILE DICHIARAZIONE CASO SOSPETTO.